I RITI DI CAPODANNO

Anche gli ultimi giorni del 2007, come quelli dell’anno precedente, li ho trascorsi in compagnia di un gruppo di strani bipedi. Quei bipedi si erano riuniti in un (brutto) albergo nei pressi di Pesaro, oltre che per passare insieme la notte del 31, anche per dedicare alcuni giorni alle mille strampalate discipline che costituiscono la coreografia della new age. Notoriamente io tendo a guardare tali discipline (che hanno un seguito prevalentemente femminile) con un certo raccapriccio, ma siccome la mia amata Cecilia prova per esse una certa simpatia ho voluto assecondarne le inclinazioni.

D’altronde io mi guardavo bene dal partecipare alle attività e, durante la giornata, me ne andavo felicemente in giro qua e là per conto mio, mentre di pomeriggio, in genere, mi mettevo a leggere oppure mi appiccicavo allo schermo del mio portatile per scrivere o videogiocare.

Nonostante il mio sforzo di restare ai margini del gruppo e non lasciarmi coinvolgere, inevitabilmente mi è capitato più volte di trovarmi, almeno a tavola, in compagnia della masnada di aspiranti stregoni e di dover ascoltare i loro (antropologicamente interessanti) scambi di opinioni …

…………………

Non starò a tediarvi con il racconto dettagliato delle idee che sorprendentemente venivano espresse (quando io avrei ritenuto impossibile che potessero essere anche soltanto pensate da esseri umani). Si è parlato con amabile levità di angeli, di astrologia, di feng shui, di medicina cinese, di cristalloterapia, biodanza, olodanza, programmazione neuro-linguistica, teatro (non il teatro che tutti conosciamo, ma una sorta di banale gioco di recitazione con la partecipazione dagli adepti) e di mille altre amenità.

Gli organizzatori avevano utilizzato un gruppo di lunghi tavoli, uniti tra loro, per esporvi una serie di libri e venderli agli eventuali richiedenti. La sequenza dei titoli, come quella degli argomenti trattati, risultava da un lato affascinante, dall’altro imbarazzante: si passava dal buddhismo alle dottrine sciamaniche, dall’urinoterapia all’iridologia, dalle mille forme di massaggio dai nomi fantasiosi alle teorie su come i cristalli di ghiaccio assumano forme differenti a seconda della presenza di energie "negative" o "positive". E in mezzo a tutto ciò non mancavano riferimenti alla dottrina degli spiriti guida, agli aspetti più superstiziosi e incolti del cristianesimo, al taoismo, all’induismo, allo yoga, all’aromaterapia, ai fiori di Bach, all’omeopatia, alla reincarnazione e via citando.

Stranamente nessuno pareva troppo interessato al fatto che molte di quelle teorie e dottrine finivano per essere mutuamente esclusive: per esempio è ben difficile far convivere il culto degli angeli (di matrice strettamente cristiana) con il concetto di reincarnazione … si tratterà forse di dettagli di poco conto, ma mi sarebbe piaciuto discuterne con qualcuno dei convenuti … se solo non fossero stati tutti troppo presi a scambiarsi oroscopi, predizioni e massaggi.

Una sera, a tavola, una simpatica bipede cui nomen est Loredana si è lanciata in una pretenziosa analisi della personalità di un’altra delle bipedi presenti (di nome Laura, se non sbaglio).

<Tu devi essere nata certamente sotto un segno di terra> Ha sentenziato l’aspirante astrologa con aria di aver fatto un’affermazione di importanza decisiva. Loredana appariva serissima e molto presa nel suo ruolo divinatorio e non pareva affatto consapevole del fatto che, con una simile affermazione, le probabilità di azzeccarci per puro caso non sono poi troppo basse (il 25%).

Dscn3166bComunque un prolungato silenzio della giovane (ed esteticamente piacevole) Laura ha, dopo, alcuni secondi di attesa, fatto capire che il tentativo era fallito. Allora, con nobile perseveranza di intenti, Loredana ha ripreso a parlare:

<Mmm … allora devi essere un segno d’acqua! Non ci sono dubbi!>

A questo punto tutti i presenti erano ansiosi di sapere se questa volta il bersaglio sarebbe stato centrato e attendevano col fiato sospeso e con il naso puntato negli occhi della divinatrice. Alcuni lunghi secondi di silenzio sono calati nella zona del nostro tavolo; non si avvertiva nessunissimo rumore di ingranaggi cerebrali. Evidentemente nessuno stava calcolando che, a quel punto, le probabilità di azzeccarci per puro caso erano salite ulteriormente.

<No, guarda, io, in effetti, sono nata sotto un segno di fuoco …>

Tragedia!

<… però il mio ascendente è un segno d’acqua …> aveva aggiunto, dopo un attimo, Laura con sguardo affettuosamente compiacente!

Gioia! Tutti a guardare l’astrologa combattuti tra la soddisfazione di aver assistito a una divinazione così ben riuscita e un pizzico di disappunto per i due piccoli incidenti di percorso … ma Loredana, orgogliosa per la splendida performance, ha voluto battere il ferro finchè era caldo.

<Ah!> Ha esclamato, colpita dall’evidenza della realtà miracolosamente dischiusasi di fronte ai suoi occhi <Sei un segno di fuoco! Certo! E’ ovvio! L’avevo detto io: segno di fuoco e ascendente in acqua!>

Poco prima della grandiosa performance di Loredana, per altro, era stata la stessa Laura (per onestà intellettuale non posso non dirlo) a gettarsi a capofitto nelle turbinose acque della veggenza riuscendo a cavarsela con … analogo successo. Stavamo piacevolmente discettando del più e del meno, quando io ho affermato che non mi piacciono i cibi piccanti. L’avvenente fanciulla ha spalancato i suoi occhioni neri (mi pare) e, con l’aria di aver appena avuto una rivelazione mistica, ha esclamato:

<Non ti piace il metallo!>

Dato che io avevo probabilmente assunto la tipica espressione vacua ed ebete che mi si dipinge in viso ogniqualvolta non riesco a capire qualcosa (ossia spesso), lei ha subito aggiunto:

<Che ne penseresti di una cucina con i mobili tutti-tutti di metallo? Ti piacerebbe? Eh? Pensaci un attimo … tutta di metallo …>

Devo ammettere che continuavo a non capire, ma, per buona educazione, mi è parso doveroso rispondere alla domanda e così ho timidamente espresso la mia opinione:

<Boh! Non ci vedo nulla di male … naturalmente bisognerebbe vedere se si tratta di una "bella cucina in metallo" oppure di una "cucina brutta" …>

Mentre parlavo la guardavo per cercare di cogliere un barlume di scintilla che mi illuminasse, ma lei mi incalzava e rimaneva spenta.

<Sì, sì … ok … ma pensa al metallo … una cucina tutta in metallo … ti ci troveresti bene? Ti piacerebbe? …> E con gli occhi, con il tono della voce e con l’espressione disgustata del volto mi suggeriva che, insomma, una cucina in metallo non poteva proprio piacermi. Era impossibile! Che schifezza! Ma che ero deficiente ad apprezzare una cucina in metallo?

Sfortunatamente però io devo essere davvero un po’ deficiente perchè, continuando a chiedermi quale fosse la logica di quelle domande e con un po’ di timido imbarazzo, ho risposto:

<Beh, ma io non ho nulla contro il metallo … per me qualsiasi cucina può andar bene se è realizzata secondo i miei gusti … legno, plastica, metallo … per me, in fondo, fa lo stesso … ma … perchè?>

Credo che in quel momento il mondo debba esserle crollato di colpo addosso: o io ero davvero troppo coglione e uscivo da tutte le statistiche conosciute oppure nelle sue teorie c’era qualcosa che non andava. Comunque, dopo pochi attimi di indecisione, si decise a spiegarmi che (secondo certe teorie cinesi) il piccante sarebbe associato all’elemento "metallo" e dunque, il fatto che io mi fossi pronunciato contro il piccante avrebbe dovuto significare che il metallo non mi piaceva.

Poverina! Mi sono sentito proprio un verme! Se avessi saputo prima qual’era la risposta giusta, giuro che avrei risposto proprio come lei desiderava pur di non farla soffrire e non causarle turbamenti, incertezze ed inquietudini. Mi consola solo il fatto che un paio d’ore più tardi si era già ripresa (forse dopo aver detto a se stessa che il problema era solo la mia esagerata coglionaggine) e già si sentiva in grado di tornare a mostrare le sue straordinarie capacità spiritual-esoteriche. Questa volta però aveva evitato di rivolgersi a un essere inferiore quale io sono e si era rivolta a Cecilia.

Giuro che avrei voluto sussurrare alla mia amata di darle comunque ragione, di non far troppo caso a quello che Laura stava dicendo e farla contenta rispondendo proprio come lei avrebbe voluto. Ma non ho fatto in tempo. Anche Cecilia, ingenuamente, ha detto schiettamente quello che pensava e, ancora una volta, Laura (pur dissimulando abilmente) ha dovuto subire un duro colpo alla sua autostima, dato che aveva nuovamente toppato!

Insomma, tra pietre, divinazioni e massaggi il tempo è parso volar via e, in un attimo, dopo soli tre giorni dal nostro arrivo, si è fatto il 31 dicembre (eravamo giunti a Pesaro il 28)! Mi sono presentato al cenone bello come non mai, con il mio completo impercettibilmente gessato, la cravatta bordeaux e la cinta di coccodrillo dello stesso colore (come d’altronde anche le scarpe e i calzini). Un poco di pancetta mi conferiva l’aspetto soddisfatto della persona che sa come godersi la vita e i piaceri della tavola e arricchiva il mio fascino rendendolo ricercato e non banale (ehm …).

La cena è passata via in un soffio tra una chiacchiera e l’altra sui soliti argomenti "culturalmente impegnativi" e la mezzanotte ci ha colti quasi di sopresa. Un brindisi, quattro frasi augurali di circostanza e, tra la massa degli adepti, si è prodotta come per incanto una vibrazione, un sottile fermento che si è rapidamente propagato come l’onda circolare di un sasso gettato in uno stagno. Con mia (enorme) sorpresa ho capito (beh, siamo sinceri: me lo hanno detto) che alcune persone si preparavano per uscire all’aperto, sfidando il freddo e le intemperie, pur di fare un piccolissimo falò e bruciare via tutto ciò che del 2007 avrebbero voluto cancellare.

Non potevo crederci. Devo però precisare che, non potendo (per ovvi motivi) bruciare realmente e fisicamente le cose negative del 2007 (per esempio i capi rompicoglioni, le malattie, la sfiga, l’innamorato che era scappato con un’altra, ecc.) quei fulgidi esempi della specie umana avevano furbamente pensato di scrivere i nomi delle cose negative su bigliettini di carta e poi ardere questi ultimi. Avrei voluto spiegar loro che dare fuoco a un bigliettino con il nome del capo non è altrettanto efficace che bruciare direttamente il capo stesso. Ma tutti erano presissimi e nessuno mi dava ascolto.

Ho assistito esterrefatto a tutta la cerimonia e ho pure scattato delle foto a mio eterno monito. Mentre i bipedi andavano su e giù alla ricerca di rametti sottili per fare il piccolo falò mi veniva in mente tutta una sfilza interminabile di rituali ridicoli e completamente inutili che gli esseri umani hanno praticato per millenni. Mi veniva da pensare che la valenza purificatrice del fuoco l’avevano già ipotizzata all’epoca dell’inquisizione, quando si riteneneva di eliminare il male e la presenza di satana con dei simpatici fuocherelli accesi sotto i piedi delle (presunte) streghe. Riflettevo che anche le capacità propiziatorie attribuite alla fiamma erano roba vecchia; non a caso in tutte le religioni c’erano stati fuochi sacri, altari ove si bruciavano le offerte o bacili nei quali si facevano ardere sostanze come l’incenso.

Chi andava, chi veniva, chi cercava un accendino, chi non aveva un pezzetto di carta e intanto a me venivano in mente i riti arcaici del mondo agricolo in cui ogni nuovo anno viene scandito dal rigenerarsi primaverile della vita e in cui, non casualmente, questo rinnovarsi è propiziato, tra l’altro, proprio dal fuoco con cui si bruciano le stoppie e si produce la cenere che contribuirà a concimare i campi.

Rituali, superstizioni, cerimonie, credulità, illusioni, esorcismi, … improvvisamente ho avuto la percezione quasi fisica di come ben poco sia cambiato negli esseri umani da quando sulle coste della Fenicia si immolavano bambini per assicurarsi il favore di Baal. Possiamo forse essere soddisfatti di aver sostituito i bambini con innocui bigliettini di carta, ma, considerando che ci riteniamo una specie di straordinaria intelligenza e che nel frattempo abbiamo avuto a disposizione migliaia di anni di storia e di esperienza, sinceramente mi sarei aspettato qualche progresso più significativo. Se poi penso che, oltre a bruciare bigliettini di carta, a Capodanno mangiamo lenticchie (portano ricchezza), indossiamo indumenti rossi e/o nuovi (portano fortuna e prosperità), ci scambiamo maniacalmente, ossessivamente ogni anno innumerevoli biglietti, messaggi, messaggini, letterine, telefonate e cartoline di auguri perfettamente inutili (tranne che per i gestori telefonici), bruciamo pupazzi e alberi in mille feste paesane, ecc. … se penso a tutto questo, mi viene lo sconforto.

Il falò, veramente microscopico, è durato non più di due o tre minuti. Poi la fiamma è sfiorita lentamente. Alcuni bipedi hanno continuato alcuni istanti a giocherellare e soffiare sulle ceneri ancora incandescenti.

Dscn3183b Imprevedibilmente, quando già tutti stavano per rientrare in albergo, è arrivata trafelata Loredana (quella dell’astrologia) strepitando e protestando che pure lei voleva bruciare il suo bigliettino. Con un po’ di fatica anche quest’ultimo pezzetto di carta è stato fatto ardere. Le fiamme sono tornate al nulla da cui erano venute. Proprio come le vite di tutti i presenti sono tornate, già il giorno dopo, alla quotidianità sempre uguale dalla quale provenivano.

Ho forti dubbi che l’aver partecipato a quel rituale, residuo di tempi che credevo (e speravo) fossero finiti, renderà migliore il 2008 dei presenti al rogo. Da parte mia, rientrando in albergo, ho evitato accuratamente le lenticchie (come faccio ormai da anni), ho lasciato gli altri ai loro balli e me ne sono salito in camera a leggere e a dormire.

CosmicVoidAroundMe

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2 thoughts on “I RITI DI CAPODANNO

  1. so che non ci sei stato..
    volevo lasciarti i miei auguri di buon 2008..
    ..anche se in ritardo..
    un sorriso..
    Vale
    —CosmicVoidAroundMe————-
    Cara fanciullina, effettivamente sono rimasto trasparente per un po’ di tempo. Ora sono di nuovo qui.
    Grazie di essere passata e un bacione a te.
    Giorgio

  2. Ciao.
    Sono arrivata qui passando per un blog, mi ero messa a cercare “abbraccia alberi”. Buon inizio vero? In realtà l’ho fatto perchè ho scoperto che una cosa che facevo spesso da bambina e che faccio ogni tanto adesso (trovare un albero senza nulla intorno a Roma è impresa ardua) ha un qualche link con la “New Age”.
    Premetto che in merito a questo sono ignorante ma ben disposta.
    Ho iniziato a leggere il tuo post con lo stesso atteggiamento che ho quando mio padre cerca di convincermi che l’essere una professionista con un buon circolo di amici e una passione sfrenata per la vita non è niente se non metti al mondo dei figli (attenzione : dopo un matrimonio con uno che deve essere 1)laureato, 2) di bell’aspetto 3) con casa di proprietà 4) con idee politiche uguali alle sue 5) possibilmente orfano così non c’è da discutere con i consuoceri) : ok, i tuoi sono solo pregiudizi, se il mondo non è come vuoi tu allora è sbagliato.
    Spero mi perdonerai per questo mio atteggiamento.
    Ti devo dire una cosa : mi sono proprio divertita a leggerti! Mi rendo conto di quanto anche io, in alcune fasi della mia vita e in alcune mie convinzioni, sembro una strana bipede. Mi è servito ascoltare un unto di vista rispettoso e disincantato.
    In questo momento mi sto avvicinando al mondo dello Zen e inizio a leggere di buddismo. Noto con dispiacere che trovare cialtroni in questo ambito è molto semplice.
    Ci tenevo però a dirti che si trovano anche persone equilibrate che hanno deciso di approfiondire degli argomenti che possono essere arricchenti per la loro vita quotidiana o spirituale che dir si voglia. Ben vengano i cialtroni perchè ci danno l’occasione di capire quanto la distanza tra chi lavora su sè stesso e chi cerca una zavorra sia abissale. Diffido sempre di chi pensa di aver bevuto alla fonte della saggezza, di chi non si mette mai in gioco e degli integralisti in genere.
    Dopo questo mio lungo intervento (perdonami, è il primo che faccio) ti saluto e ti ringrazio per aver condiviso una tua esperienza, per essere diverso da me e per avermi fatto sorridere.
    Tornerò a trovarti.
    Flora
    —CosmicVoidAroundMe————
    Cara Flora, ti ringrazio per il tuo commento e per la tua simpatia.
    Come forse avrai capito io tendo ad avere un approccio alla vita estremamente razionale e riflessivo. Sono agnostico e non sono molto portato per la new age e le altre cose di questo genere.
    Tuttavia (pur nel mio scetticismo) non sono uno che ce l’ha con chi crede in qualcosa. In particolare ho un grande rispetto per il buddhismo, specialmente per la sua parte più meditativa e intellettuale, per la disciplina della mente, la dottrina del distacco e dell’equilibrio.
    Personalmente apprezzo principalmente il buddhismo della scuola theravada, che è quella più antica e vicina all’insegnamento originario del Buddha. Lo Zen e le altre mille forme del buddhismo (Tantra, Soka Gakkai, ecc.) mi lasciano a volte un po’ perplesso sia perchè non di rado sono un po’ annacquatelle, sia perchè esse finiscono per essere spesso davvero molto lontane dagli intendimenti originari del Risvegliato.
    Ho una simpatia anche per alcune idee (solo alcune idee) della Wicca. Principalmente per quanto riguarda la comunione con il mondo naturale.

    Se ti va di tornare a farmi visita ne sarò felice. Anche per parlare di buddhismo, se ti va. Se sei una utente di aNobii puoi trovarmi anche lì cercando il mio nick (CosmicVoidAroundMe). Tra l’altro credo che andresti molto d’accordo pure con la mia compagna (anche lei ha simpatie buddhiste). Spero di sentirti presto,
    Giorgio.

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