Giuliani non è solo?

Pur essendo in linea di massima ben poco interessato ai temi dell’attualità, riprendo ancora (e, ahimè, non sono certo che sarà l’ultima volta) un argomento correlato alla saga di Giampaolo Giuliani e dello sciame sismico aquilano.


Uno dei commentatori del post precedente (tale Trombone pontificatore) mi ha, un po’ alla buona, accusato di non tener conto dei pareri di studiosi che sarebbero, secondo lui, favorevoli alle idee di Giuliani. Scriveva testualmente quel commentatore, dopo avermi accusato di spacciare per verità delle mie ipotesi personali:


“I diretti interessati, a partire dal nostrano Giuliani, fino ad arrivare ai ricercatori della NASA, passando da quelli israeliani per tornare ai nostrani professori delle Università di Bari e di Pisa, sono di diverso avviso: ma non hanno un blog, è forse questo il loro difetto”.


Insomma il mio accusatore mi faceva notare quanto le mie idee siano in contrasto con quelle di importanti esponenti del mondo scientifico, fra cui alcuni (non identificati) scienziati della NASA e studiosi israeliani, ma anche professori italiani delle università di Bari e Pisa.


Come amo ripetere forse sin troppo spesso, sono un innamorato della verità e sono pure un curioso ficcanaso. Ho deciso così di documentarmi ulteriormente almeno sulla questione dei docenti di Pisa e di Bari (di quelli della NASA e degli israeliani non conosco i nomi). Ed ecco cosa ne è venuto fuori.

L’idea che a Bari e Pisa vi siano degli studiosi schierati dalla parte di Giuliani nasce non si sa quando e non si sa da dove. O almeno io non lo ho capito. Certo è che in data 8 aprile 2009 alcuni media riportano una notizia da cui poi nascerà tale erronea convinzione. I diversi media si servono di frasi per larga parte identiche, quasi fossero state copiate da una stessa fonte. Fra le testate principali che riprendono l’argomento la principale è, probabilmente, il Corriere della Sera (tanto nella versione cartacea che in quella online). Va da sé che nessuno di coloro che affrontano l’argomento, almeno per quanto da me riscontrato, pare essersi preso la briga di valutarne criticamente la ragionevolezza e la veridicità. Nel seguito farò riferimento solo allo scadente articolo pubblicato su Corriere.it a firma di tale Alessandra Mangiarotti e tralascerò le altre fonti (per altro quasi uguali fra loro).


Il titolo del pezzo è: “Gli atenei credono nel radon: previsioni possibili” e subito un sottotitolo aggiunge: “Bari e Pisa: i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli“.


L’articolo, come già altre volte era capitato con i pezzi scientifici del Corriere.it è un ignobile esempio di giornalismo da operetta. L’impostazione generale è tale da spacciare per notizia qualcosa che non varrebbe nemmeno la pena di esser preso in considerazione. Ma l’apice della menzogna si raggiunge nel titolo e nel sottotitolo.


Analizziamo punto per punto gli aspetti principali dell’articolo e iniziamo dal titolo.


Gli atenei credono nel radon: previsioni possibili“. Chiunque legga questo titolo, soprattutto alla luce della rovente polemica di quei giorni fra Giuliani e Boschi non può non essere indotto a pensare che davvero Giuliani non è solo: Boschi sembra essere l’unico deficiente che si oppone, per chissà quali sordidi motivi, all’affermarsi di una verità non solo ovvia, ma anche preziosa per il bene dell’umanità.


Poi il sottotitolo: “Bari e Pisa: i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli“.


Ohibò! Ma allora … i sistemi … “esistono” … non “esisteranno un giorno“, non “forse fra dieci anni“, non “si pensa che un giorno si potrà“. Esistono! Accidenti! Persino in Italia li conosciamo (Bari e Pisa)! E forse sarebbero già perfettamente utilizzabili se solo qualche pazzo criminale, qualche bastardo della Protezione Civile e/o del Governo e/o della “Scienza Ufficiale” si fosse deciso per tempo a tirar fuori quel po’ di denaro che invece, magari, finisce nelle tasche di chissà chi. E chissà quante vite umane si sarebbero potute salvare!


Pensateci bene. Non è forse questo ciò che si capisce dall’insieme di titolo e sottotitolo?


Poi comincia il corpo dell’articolo. Inizia con un riferimento al fatto che in effetti una previsione di sisma fu già fatta la bellezza di 24 anni fa, persino su una semplice base storico-statistica. Quella volta, beh, sì, … purtroppo la previsione fu sbagliata, ma oggi, accidenti, beh, oggi non è mica più come allora: oggi, oltre alle conoscenze di quell’epoca abbiamo … il radon!!!


Non siamo più nella preistoria: abbiamo il radon! La giornalista, che nella mia mente immagino essere una povera ragazza smunta ed emaciata, tutta penna e occhiali, che per poter pubblicare solo notizie perfette è disposta persino a rinunciare ai pasti, si sarà documentata senza dubbio con commovente attenzione e dedizione degna di un kamikaze, prima di scrivere il suo pezzo … però … ecco … non si è accorta che nel 1985 il radon … c’era già!

Caspita. Senza dubbio sarà stata colpa della sfortuna se quella povera ragazza non se n’è accorta! Forse la troppa fame e la grande fatica ne avevano per un attimo appannato l’indubbia attenzione e la straordinaria solerzia. Sta di fatto comunque che il valore del radon come possibile precursore sismico a quell’epoca era perfettamente noto e veniva già studiato da circa vent’anni. Solo che, esattamente come adesso, anche allora nessuno studioso serio riteneva ancora di poterlo affidabilmente utilizzare nell’immediato.


Ma saltiamo un po’ di altre discutibili o insignificanti affermazioni e passiamo oltre.


All’università di Pisa – ci spiega la pennivendola del Corriere – Il team di Giorgio Curzio, docente di Misure nucleari, ha elaborato uno studio di fattibilità per il monitoraggio del radon“. Caspita! Niente di meno! Accidenti che roba strafica! Peccato che il tutto, tradotto in termini più schietti, significhi semplicemente che il prof. Giorgio Curzio, lungi dall’aver dimostrato che con il radon si possono ottenere previsioni sismiche affidabili, ha per ora semplicemente immaginato un possibile metodo per misurare il radon stesso e ne ha valutata la concreta realizzabilità. Dopo di che rimane completamente aperto (e non risolto) il problema di applicare qual metodo e poi dimostrare che le eventuali misure ottenute … servano a qualcosa.


Bene. Mi pare inutile continuare. La realtà è che nell’intero articolo, dalla prima all’ultima riga, non c’è neppure una singola parola dalla quale si possa desumere quanto viene affermato nel titolo/sottotitolo … ossia che le previsioni con il radon sono possibili e i sistemi per ottenerle esistono (attualmente). Se l’articolo fosse stato invece intitolato: “Gli atenei per ora non credono nel radon: previsioni impossibili – Bari e Pisa: i sistemi efficaci forse un giorno esisteranno … ma non ne siamo certi e forse ci vorranno altri vent’anni” ebbene allora sì, che il titolo avrebbe detto la verità. Senza contare che, non me ne vogliano gli esimi e seri studiosi di Pisa e Bari, i loro lavori, per quanto interessanti, costituiscono nulla più che un insignificante goccia nel mare magnum della sismologia e della geofisica. Prendere come punto di riferimento le loro idee e spacciarle per verità assodate o per opinioni consolidate del mondo universitario è la stessa cosa che andare da due tifosi dell’inter, sentirli dire che l’inter andrà in serie B se venderà Ibrahimovic e scrivere un titolo in cui si afferma che “il mondo dello sport ci crede: se l’inter venderà Ibrahimovic, l’anno prossimo retrocederà“.


Da un punto di vista giornalistico questa è un’operazione vergognosa e disonesta che non fa onore né al Corriere, né tanto meno ad Alessandra Mangiarotti.


Ma c’è di più.


Per dar soddisfazione al mio caro commentatore che si firma Trombone pontificatore, andiamo a verificare da vicino che cosa “davvero” dicono e pensano i due studiosi (di Bari e Pisa) che tante testate hanno acriticamente coinvolto nei loro deliri.


I docenti cui si riferisce la giornalista del Corriere sono rispettivamente i professori Giorgio Curzio dell’Università di Pisa e Pierfrancesco Biagi del’Università di Bari. Ho scritto personalmente ieri a entrambi per conoscere in modo diretto e completo le loro opinioni; quando e se mi risponderanno pubblicherò le loro risposte. Ma in realtà è una cosa el tutto superflua. Possiamo già ora avere dei chiari indizi di quale sia il loro pensiero.


Iniziamo dal Prof. Biagi che, probabilmente dopo aver ricevuto chissà quali e quante seccature, ha deciso di affidare il suo pensiero a un comunicato ufficiale appositamente redatto e reso pubblicamente disponibile presso il sito web dell’Università di Bari.


Biagi, dopo aver introdotto un paragone fra le previsioni metorologiche e quelle sismiche, scrive testualmente:


Il motivo della differenza suddetta è che mentre le previsioni meteorologiche sono universalmente accettate dalla comunità scientifica, non altrettanto succede per le previsioni sismiche perché le ricerche in quest’ambito non hanno ancora prodotto un risultato definitivo. Due sono allora le conclusioni:


la prima è che sono in errore quei singoli ricercatori che propongono, a qualunque livello, previsioni sismiche


la seconda è che sono altresì in errore quei ricercatori che sostengono che la previsione dei terremoti è impossibile.


I risultati ottenuti negli ultimi vent’anni hanno rivelato che la previsione di un terremoto non è possibile in assoluto. Quando le ricerche in questo campo avranno definito meglio le tecniche e il grado di attendibilità una qualche previsione potrà essere fatta con successo anche se non ovunque e non sempre. In ogni caso dovrà essere definita un’Istituzione statale a questo preposta.


Il testo ufficiale sembrerebbe contenere un errore là dove l’espressione “non è possibile” è probabilmente da sostituire con “non è impossibile”, ma, a parte ciò, mi pare che le parole di Biagi non lascino spazio per dubbi o fraintendimenti. Se vogliamo provare a parafrasarle possiamo dire che: per ora le previsioni di terremoti non hanno prodotto risultati soddisfacenti e pertanto la comunità scientifica non ne riconosce la validità. Quei ricercatori, ossia in primis Giuliani, che propongono previsioni sismiche a qualunque livello, sono in errore. Prima o poi il progredire delle ricerche aumenterà le nostre conoscenze e allora si potranno magari anche fare delle previsioni, ma comunque non sempre e non dovunque.


Le poche, chiare righe di Biagi hanno lo stringato rigore che ci si aspetta da uno scienziato, ma contengono la bellezza di ben due stoccate dirette apertamente contro Giuliani. La prima quando si dà torto ai “singoli” ricercatori che propongono previsioni sismiche, la seconda quando si sottolinea con voluta pignoleria che, comunque, non dovrà mai accadere che gli allarmi provengano dal primo matto (come Giuliani) che si sveglia e pretende di essere ascoltato: Biagi ci ricorda infatti che “dovrà essere definita un’Istituzione statale” preposta a valutare l’opportunità di emettere allarmi. L’aggettivo “singoli” non è messo lì per caso, ma proprio per riferisi esplicitamente a Giuliani che non solo è “singolo” in quanto lavora in proprio piuttosto che nel contesto di un’attività di ricerca ufficialmente riconosciuta e in cooperazione con altri studiosi, ma è anche “singolo” perché è isolato: nessuno gli riconosce la capacità di fare previsioni credibili.


Anche per il prof. Giorgio Curzio è stato possibile trovare un documento chiaro ed esaustivo: le sue idee assieme ai contenuti e i limiti dei suoi studi sono brevemente, ma chiaramente riportati in un breve articolo pubblicato nel giornale dell’ateneo pisano.


Nell’articolo in cui sono riportate le opinioni di Curzio, fra l’altro, si dice che: “la concentrazione di radon deve essere considerata un indicatore, insieme ad altri, come la presenza di anidride carbonica e il verificarsi di sciami sismici, per citarne due” e che “la vera sfida per gli studiosi è quindi l’individuazione di relazioni tra i vari indicatori nel territorio in esame“. La sottolineatura è mia.


In altri termini Curzio ammette che il radon da solo è insufficiente e che è necessario correlare più indicatori distinti. Il che, a tutt’oggi, non è ancora possibile. E per di più le sue ricerche, come si dice espressamente nell’articolo, non sono affatto compiute, né mature … anzi … l’articolo del giornale dell’ateneo porta la data recentissima del 21 aprile e vi si dice esplicitamente che Curzio ha “messo a punto un progetto di fattibilità per misurare …” ossia ancora non sono neppure iniziate le misure e nulla esclude che, alla resa dei conti, la sua ricerca finisca (come tante altre) per non fornire proprio nessun dato utile. L’articolo termina con un’affermazione inequivocabile: “I terremoti oggi non si possono prevedere, ma per i ricercatori di Pisa vale la pena portare avanti lo studio con l’obbiettivo che un giorno sia possibile farlo.


Bene. Credo che il quadro sia del tutto chiaro. A prescindere da cosa ne pensino Trombone pontificatore e il Corriere della Sera, gli studiosi di Bari e Pisa non sono affatto dalla parte di Giuliani e non sostengono affatto che le previsioni sono “possibili” o che i sistemi per prevedere i sismi “esistono”. Viceversa, proprio come hanno affermato praticamente tutti gli scienziati, Boschi compreso, esistono degli studi, per ora insufficienti e … per il futuro si vedrà.


A questa piccolissima indagine si potrebbero aggiungere delle considerazioni sul business della previsione dei terremoti … ma di questo … chissà … forse parlerò un’altra volta.


CosmicVoidAroundMe

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2 thoughts on “Giuliani non è solo?

  1. ================
    5° quesito – Ancora un tema da svolgere.
    “Il Dio della Bibbia è più un umanista o uno scienziato?”
    Si tratta di dimostrare con succinte argomentazioni se la natura di Dio, quale autore del Creato, ti sembra più quella di chi ha fatto studi umanistici o scientifici.
    Avvertenza! Questa volta la Commissione che emetterà il suo giudizio in merito agli elaborati tramite voto da 0 a 10, sarà composta da noti ed irreprensibili teologi. Io non farò parte della giuria, perciò non potrai prendertela con me se la Commissione giudicherà il tuo elaborato una schifezza, intesi? Ovviamente, niente aiutini.
    P.S. al quesito. Puoi anche dimostrare che la traccia del tema è una cazzata, beninteso! Se lo fai con classe, sarà ugualmente apprezzato dalla Commissione.
    Ciao, indimenticabile!
    Fammi un piacere visto che scrivi da dio, scrivimi questo tema (non più di 250 parole)
    così farò una signora figura.
    Un abbraccio
    Cristiana

    —CosmicVoidAroundMe—
    Ciao Cri!
    Sei sempre troooppo buona. Però mica ho capito che diavolo ci devi fare con uno scritto di argomento così insolito …
    E’ uno scherzo oppure ti serve sul serio? E poi sono certo che puoi fare una splendida figura pure scrivendo tu.
    Comunque, fammi sapere …
    Un bacione.
    Giorgio

  2. ===============
    Non voglio farti fretta, vorrei sapere se devo cominciare a pensarci io.
    Ciao caro
    Cristiana

    —CosmicVoidAroundMe—
    Ciao Cri!
    Ti avevo risposto con un messaggio di posta … ma mi sa che non lo hai letto.
    Se per caso la posta sull’indirizzo che hai indicato non la ricevi, fammelo sapere e ti scrivo da qualche altra parte.
    Un bacione.
    Giorgio

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